E’ dell’altroieri la notizia ufficiale della NASA riguardo al ritrovamento di laghi di metano (CH3) sulla superficie di Titano. A dir la verità non è una vera e propria news. Titano è una luna strana, forse la più strana del sistema solare. Vi rimando alla wikipedia per ulteriori dettagli.

Erano decenni che gli scienziati supponevano l’esistenza di questi laghi, anzi alcuni erano ancora più ottimisti sperando in larghissime porzioni si superficie ricoperte da metano liquido, così larghe da poterle immaginare come dei mari.
Ed erano decenni, dai tempi delle Voyager, che si attendeva l’invio di una sonda nel sistema di Saturno per dare un occhiata a mondi tanto strani. La sonda si chiama Cassini ed è arrivata da due anni dopo averne impiegato ben sette per percorrere l’abbondante miliardo di chilometri che separa la Terra da Saturno. Attaccata alla sonda Cassini (immaginatela grande più o meno come un autobus farcito pieno zeppo di schede elettroniche, cavi e strani aggeggi più un’antenna parabolica grande il doppio di un ombrellone, quest’ultima frutto della più avanzata tecnologia *italiana* (si avete letto bene))… aiuto mi son perso nella frase.. ho aperto troppe parentesi. Dicevo, attaccata alla sonda Cassini c’era una sonda più piccola chiamata Huygens, un “coso” grande come un ombrellone (ho in mente gli ombrelloni sì). L’autobus e il coso sono ben diversi fra loro. L’autobus è fatto pe viaggiare nello spazio, dove non c’è aria, non c’è nulla e i suo strumenti sono soprattutto occhi. Il coso ci vede ma non benissimo, ha anche un piedino per capire la consistenza di quello che tocca ma quello che ha di straordinario è il naso. Ha un naso prodigioso che con una annusata sa distinguere ogni odore con una particolare predilezione per gli idrocarburi. Lo avrebbero dovuto chiamare Eta Beta, che si sa, è goloso di naftalina. Ma perchè idrocarburi? Ma è semplicemente perchè l’atmosfera di Titano è intrisa di idrocarburi! ci sono le più grandi schifezze che si conoscano, infinitamente peggiore della peggiore industria petrolchimica cinese conosciuta! Tra i tanti idrocarburi quello più presente è il metano. Così presente che a volte si condensa, piove dal cielo, si raccoglie nelle depressioni e forma.. dei laghi! (A quelle temperature bassissime il metano resta liquido).
Ma solo piccole porzioni di superficie sono ricoperte da laghi di metano. Il resto del suolo come sarà? Una meravigliosa schifezza! Ce lo ha detto la sonda Huygens che su Titano ci è arrivata. Con il suo piedino ha tastato il terreno ed ha annusato il fetore prodotto dallo scioglimento della schifezza sottostante semisolida.
Tutto questo schifo però se solo raccontato secondo me rende poco l’idea. C’è un modo per ricrearsi un piccolo angolo di schifo, il più somigliante possibile come sensazione tattile e odorosa anche qui sulla Terra? Ecco come crearsi un piccolo Titano bonsai:
Ingredienti base
- Ghiaccio. chiaramente serve del ghiaccio d’acqua, su Titano è pieno di ghiaccio d’acqua. Peccato non sia puro e limpido come quello a cui siamo abituati
- Olio. Possibilmente olio esausto, di bassa qualità, dove si sono fatte fritture per un mese intero.
- Terriccio sabbioso.
Si potrebbero aggiungere anche altri ingredienti per rendere più realistico il minestrone come cere, resine o altri idrocarburi ma forse non è il caso di creare qualcosa di pericoloso.. ![]()
Versare in un recipiente, mescolare il tutto per bene ed attendere che l’olio si raggrumi in superficie. Aggiungere ancora sabbia o ghiaccio se il miscuglio resta liquido. La vostra superficie di Titano è pronta
. Conservare al freddo.
Per quanto mi riguarda ho provato veramente l’esperimento ma mi sono fermato agli ingredienti base. Un secchio riempito a metà con dei cubetti, poi cosparso abbondantemente di sabbia e infine aggiunto l’olio gradualmente in modo da lasciarlo solidificare, mescolando di tanto in tanto. Il risultato penso sia abbastanza versosimile. Naturalmente su Titano non si tratta di olio ma di idrocarburi che sulla Terra sono normalmente gassosi quindi non è propriamente realistico come composizione chimica.

Mi sono ispirato ad un esperimento realizzato da Paul Doherty in un webcast dell’Exploratorium Museum di San Francisco